Arti Giapponesi a Boltiere

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GIOCA E IMPARA. E’ questo il nome del workshop che l’Associazione Culturale Il Maglio di Boltiere (con Ass. Genitori, Pol. Pallavolo, Spazio Gioco e Croce Bianca), ha scelto per le sue attività all’interno della manifestazione SETTEMBRE BOLTIERESE.

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日本美術と遊びました. Abbiamo giocato con l’arte giapponese.

 

Si è svolta, infatti, il 20 Settembre appena trascorso, la manifestazione ludico-culturale, in provincia di Bergamo, che ha dato spazio anche alle Arti Giapponesi. Origami e Calligrafia hanno incuriosito decine di bambini (e adulti)!
Sabrina e Simona Menni, esperte di cultura giapponese, hanno mostrato come con carta, pennelli e un po’ di acrilico colorato, sia possibile creare fiori, farfalle, giochi, piccoli contenitori e scatole oppure provare a scrivere il proprio nome in lingua giapponese.

L’Associazione Il Maglio che organizza attività culturali e ricreative indirizzate in particolare ai minori, collabora in modo attivo sul territorio con le istituzioni e la società civile, al fine di agevolare attraverso le arti tout-court, progetti educativi che promuovono forme espressive di creatività, spazi di espressione personale e formazione interculturale.
Una giornata dedicata al divertimento e al gioco ma anche alla cultura, alla scoperta, alle abilità.
All’interno della rassegna la possibilità, per i giovani adolescenti, di cimentarsi in differenti discipline sportive: dalle attività a squadre ad antichi giochi di tradizione culturale locale. Ma anche tanta “innovazione”: arti orientali presentate in maniera accattivante, per “grandi e piccini”! Origami, l’antica arte di piegare la carta per creare oggetti affascinanti ed effimeri, allo stesso tempo. E Shodō (書道, arte della scrittura) – l’arte giapponese della calligrafia- ha permesso ai partecipanti di scrivere con “inchiostro” e pennello (come nella tradizione originale) il proprio nome e alcuni kanji semplici.
Insieme ai bambini, anche i genitori, amici e parenti (ma anche le autorità di Boltiere!) hanno accolto con grande entusiasmo la manifestazione e la possibilità di “mettersi alla prova” con una nuova arte originaria di un Paese tanto lontano (il Sol Levante) ma per un giorno, così vicino.
Lo Shodō è una delle arti più prestigiose in Giappone. Ne esistono diversi stili: stampatello, corsivo, sintetico (o anche chiamato “dei funzionari”), ecc. Secondo il “rito” gli strumenti che servono per praticarlo sono: kami, carta (preferibilmente di riso); fude, pennelli di varie misure, con il manico di bambù e le setole derivate dal pelo di vari animali, divise tra rigide, morbide e miste; sumi, inchiostro, un preparato di carbone sciolto con acqua; suzuri, una pietra per lavorare l’inchiostro e un feltro di base del foglio, shitajiki. In Giappone la calligrafia viene praticata come modalità dello ‘scrivere bene’ ma rappresenta anche una vera e propria arte che imprime sulla carta uno dei principi estetici più apprezzati nell’estremo Est: il Wabi-Sabi, ovvero l’impermanenza e l’effimero. Caducità dotata però di bellezza e grazia derivanti dalla semplicità che dona le giuste proporzioni alle cose. Per questo motivo, nello Shodō ogni tratto è importante e richiede molta precisione. Il giusto ordine con cui si inizia a “scrivere” (che è poi un dipingere), la direzione dei tratti, l’ampiezza delle pennellate, compongono tutti un armonico alternarsi di pieno e vuoto, di bianco (non-colore) e colore, di Yin e di Yang.
L’arte della calligrafia, con le sue origini millenarie, è giunta al nostro secolo come arte da ammirare ma anche da conoscere, apprezzare e “da provare”, nella sua meravigliosa capacità di emozionare mentre la si esperisce. Attraverso il tempo e lo spazio, dal Giappone, per un giorno, è giunta anche a Boltiere.

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Strumenti per l’arte calligrafica

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Strumenti per l’arte calligrafica

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Bambini (e adulti) scrivono il proprio nome in lingua giapponese;

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Bambini (e adulti) scrivono il proprio nome in lingua giapponese;

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tavola in rosso di una bimba di 4 anni.

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La Sindaca di Boltiere e la Presidentessa dell’Associazione Culturale Il Maglio con Sabrina.

E insieme allo Shodō anche l’arte degli origami, la cui origine è legata alla concezione della sacralità della carta, secondo la religione Shintoista. I primi origami, infatti, nascono come strisce di carta piegata, e venivano adoperati per delimitare le zone sacre. In epoca Kamakura (1185- 1333), durante alcune cerimonie dedicate ai samurai, venivano confezionati regali piegando la carta in maniera sofisticata. Svariate tradizioni che riguardano la piegatura della carta hanno accompagnato il popolo giapponese nei secoli. Tutt’oggi l’Hinamatsuri (festa delle bambine) e il Kodomo no hi, (festa dei bambini) utilizzano l’arte degli origami per riprodurre con la carta bambole raffiguranti i rappresentanti della corte imperiale (hina-ningyō), nel primo caso e, nel secondo invece, i bambini sono invitati a creare con la carta delle carpe da appendere poi fuori dalla propria casa: i Koinobori. Altre festività, dedicate agli adulti, vedono comunque l’impiego di questa arte. Durante la festa di Tanabata (festa che celebra le stelle) le strade vengono allestite con decorazioni cartacee, mentre durante l’ Ohanami (festa che celebra i ciliegi in fiore) si realizzano lanterne e fiori di carta.
Esiste poi tutta una tradizione legata alle “sfere medicinali” o kusudama. Queste bellissime strutture cartacee, costituite di svariati moduli cuciti insieme in modo di ottenere una sfera, venivano poi guarnite con erbe medicinali e appese sulla porta di ingresso, come caduci mobiles, per tenere lontane le malattie e gli spiriti maligni. Oggigiorno vengono composte anche partendo da fiori di carta e poi decorate in moltissime maniere diverse a seconda dell’utilizzo.

La leggenda delle mille gru di carta
Ma agli origami sono legate anche leggende famose, tutte di origine orientale. Una di queste viene riportata in un libro scritto nel 1797, il Sembazuru Orikata, Piegatura delle mille gru. Le gru sono sempre state un simbolo di immortalità nella cultura orientale e il libro spiegava che «chiunque riesca a piegare mille gru, vedrà esauditi i desideri del proprio cuore».

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Workshop di Origami con l’insegnante Simona.

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Workshop di Origami con l’insegnante Simona.

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Origami in mostra.

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Origami in mostra.